Plasmon: 120 anni di storia


A Milano nel 1902 viene fondato il “Sindacato Italiano del Plasmon” per iniziativa del dottor Cesare Scotti che ne rimane presidente fino al dopoguerra con lo scopo di produrre e commercializzare il Plasmon puro nonché condurre la ricerca di tutte le ulteriori possibili applicazioni del Plasmon.

Il “Plasmon” è un concentrato proteico in grado di integrare le esigenze nutrizionali della prima infanzia dell’epoca. Il prodotto è il frutto di una ricerca scentifica congiunta tra Germania ed Inghilterra e proprio in questi Paesi viene brevettato e prodotto il Plasmon che verrà, poi, esportato nel resto d’Europa. Da 50 litri di latte si ottiene 1,8 litri di Plasmon.

La filiale italiana acquista nel 1904 dalla Casa tedesca licenza e marchio; quest’ultimo sottolinea il gusto per il mondo classico così caro alla cultura tedesca: la colonna, il capitello, lo scultore, il piedistallo con la dicitura Plasmon anche in caratteri greci e la data di fondazione, il 1901, della casa madre tedesca. A giudicare dal marchio, si presume che anche il nome Plasmon voglia evocare la finalità dell'integratore proteico sui potenziali consumatori: favorirne la crescita sana e forte, “plasmarli” nella forma migliore.

L’azienda milanese distribuisce i suoi primi prodotti: Plasmon puro, cacao al Plasmon, pastina al Plasmon e biscotti al Plasmon. I primi punti di vendita sono le farmacie di corso Venezia e via Durini a Milano.

Nel 1916 assume la denominazione di Società del Plasmon e, già alla fine della prima guerra mondiale, il biscotto al Plasmon nella sua inconfondibile scatola di metallo gialla e rossa diventa una presenza costante nelle case degli italiani.

Nel 1930 inizia la produzione dei famosi “biscotti al Plasmon”, un alimento che entrerà nelle case degli italiani per soddisfare grandi e piccini.

Nel ’32 Società del Plasmon inaugura in via Archimede 10 a Milano il suo primo stabilimento. Al contempo avvia l’esportazione di prodotti in Egitto e in Brasile. La piena autonomia arriva, peraltro, nel ’36, quando, in seguito all’applicazione delle sanzioni economiche e al blocco delle importazioni da Inghilterra e Germania, si ritrova nelle condizioni di produrre in proprio il Plasmon puro.

Fra il ’39 e il ’43, in seguito alla distruzione dello stabilimento conseguente ai bombardamenti alleati, la produzione viene affidata all’esterno. Nel ’46, ricostruita la fabbrica, l’attività riprende a pieno regime e, nel ’48, parte l’automazione delle prime linee di produzione.

Nel secondo dopoguerra il boom economico coincide con quello demografico. Così, per far fronte alla domanda, Società del Plasmon inizia nel ’53 la costruzione dello stabilimento di via Cadolini a Milano dove si trasferisce già nel ’56.

Nel ’67 viene costruito lo stabilimento di Latina, inaugurato nel ’69.

In quegli anni ci si accorge che lo scultore rappresenta, dal punto di vista dell’identità aziendale, una semplice illustrazione-simbolo e non il vero marchio; anche per risolvere problemi di leggibilità nelle forti riduzioni, viene creato un logotìpo di supporto composto da una forma di biscotto con il nome composto in maiuscolo.

Nel ’61, adattando al gusto italiano la tecnologia americana, lancia l’omogeneizzato David Plasmon. Adatto per lo svezzamento del bambino dal quarto mese di vita o, meglio, “dall’infanzia alla vecchiaia” come recita la pubblicità, viene prodotto in ben 11 varianti.

Nel ’64 Società del Plasmon comincia la diversificazione dieto-terapeutica con l’introduzione di una linea di alimenti totalmente privi di glutine denominata Bi-Aglut e, nel ’69, lancia Plasmolac, primo latte in polvere per l’infanzia.

Dagli anni 60 agli anni 90 si sono succedute diversi cambiamenti societari con cessioni e fusioni.

Alla fine del 2019, il management di Kraft Heinz comunica la decisione di voler mantenere il brand Plasmon nel suo portafoglio e di voler continuare a investire nello stabilimento di Latina.

Negli anni Cinquanta il marchio viene aggiornato per esigenze puramente grafiche con le ombreggiature e l’inserimento in un cerchio. Nel 1961 un leggero restyling dello scultore alleggerendone i tratti e riproponendolo senza il cerchio. Nel 1966, attorno al gesto trasformato in marchio, compare la ragione sociale; questo intervento fu fatto da Bob Noorda. Negli anni Settanta lo scultore viene inserito all’interno di un ovale; nel 1974 da nome di prodotto divenne il nome d’azienda e, pertanto, la “Società del Plasmon” assunse la denominazione di “Plasmon Dietetici Alimentari”. Nel 2009 il restyling che riprende il marchio degli anni Cinquanta, con la forma a biscotto color magenta nel quale vivono lo scultore e il logotìpo.

La vera storia dell’uomo Plasmon. Si chiama Fioravante Palestini, detto Gabriellino. Era l'uomo che negli anni '60 appariva negli spot Plasmon, col suo fisico scultoreo scolpiva la colonna greca. Ora tenterà di battere il suo record di attraversamento dell'Adriatico a bordo di un pattino. Tra lo spot e il pattino ha vissuto di tutto: la fama, i soldi, un arresto, 20 anni di carcere in Egitto, e una stretta di mano con Giovanni Falcone, che gli disse: "Sei di un'altra pasta, Gabriellino"