Motta


Dopo la storia di una azienda della eccellenza dolciaria milanese come l’Alemagna, vi vogliamo parlare della sua concorrente:la Motta, celebre marchio meneghino.

Il fondatore della conosciuta azienda è Angelo Motta, pasticciere nato a Gessate nel 1890, figlio di un cocchiere e di una lavandaia. Al ritorno dal fronte decide di mettere a frutto la propria esperienza professionale e di avviare un’attività imprenditoriale. Il Motta proviene da una famiglia povera e a dieci anni già lavora in una panetteria di Treviglio, per poi tentare, non senza fatiche e umiliazioni, la grande avventura della città.

In Via della Chiusa a Milano, il signor Motta apre, nel 1919, un piccolo laboratorio artigianale per prodotti dolciari, “l’Angelo Motta pasticciere” dove il suo prodotto più conosciuto e apprezzato è il panettone. Via della Chiusa è quella che si trova tra Piazza Vetra e Via Crocefisso, al Parco delle Basiliche.

L'antica ricetta lombarda voleva il panettone basso, di pasta molto compatta. Aggiungendo più uova, più burro, una miscela calibrata di frutta candita e lievito di birra, così Angelo Motta lo rende soffice, leggero, alto e più decorativo, ottenendo il panettone che noi tutti conosciamo.

Sei anni dopo, poiché gli affari promettevano molto bene, apre un secondo laboratorio, più spazioso del precedente, in Via Carlo Alberto, ribattezzata dai milanesi “Galleria Motta”, per poi aprire nuovi negozi in Corso Buenos Aires, Piazza del Duomo e in altre vie milanesi.

Nel 1930 si costituisce a Milano la «Dolciaria milanese» con un primo stabilimento in viale Corsica 21 e Motta ricopre il ruolo di consigliere delegato, azionista di maggioranza, ma anche di responsabile della produzione.

A fine anni Trenta, l’azienda impiega circa 2000 dipendenti e dà il via all’apertura di altri punti vendita in tutta Italia (nel 1938 fu la volta di piazza San Babila).

Motta punta sulla produzione di massa e la M del marchio Motta contraddistingue ormai il dolce di Natale per eccellenza.

Nel 1934 Angelo Motta è promotore di una nobile iniziativa creando il “Premio della Notte di Natale”, con lo scopo di portare alla pubblica conoscenza gesti nobili di solidarietà, di altruismo e di dedicazione al proprio lavoro. L’impegno sempre costante nel lavoro, lo porterà a ricevere riconoscimenti come “Cavaliere del Lavoro”, “Cavaliere del Santo Sepolcro”, “Grande Ufficiale della Repubblica”.

L’inventiva imprenditoriale non viene mai meno, così ecco che sul mercato 

Nel 1950 comincia la produzione di gelati confezionati: il Mottarello, il gelato fiordilatte da passeggio, consumato su di un bastoncino alla maniera ‘americana’, che diventa uno dei simboli del “miracolo economico” e sul mercato arrivano altre novità come le caramelle “Life Savers” e la serie dei “Crackers” Nabisco.

Negli anni ’50 le linee produttive principali sono rappresentate dai prodotti da forno come il panettone e le colombe, dai gelati confezionati, dalle caramelle prodotte su licenza americana, le Life Savers, e da due merendine destinate a una enorme fortuna, il Buondì e il Mottino, versione ridotta del panettone, ritenuto il capostipite di tutte le merendine. In questo caso il marchio finisce con il confondersi col prodotto, tanto che nel Sud Italia, e più frequentemente nelle regioni Sicilia e Campania, le classiche merendine vengono chiamate in forma dialettale, appunto, " Mottino".

E da ultimo l’accordo con la Nabisco che porta in Italia la produzione dei crackers.

Nel 1957 la Motta vanta 3600 dipendenti, una trentina di negozi di proprietà in tutta Italia e 67.000 rivenditori.

Successive traversie portano la Motta nelle “mani” prima della SME (gruppo IRI), poi della multinazionale svizzera Nestlè (per quanto attiene alla produzione dei gelati) mentre il settore dei prodotti da forno viene rivenduto nel 2009 all'azienda italiana Bauli S.p.A. (insieme al marchio Alemagna).

Il marchio classico che si distingue sulla confezione del panettone è la lettera emme in grande a sfondo blu, attraversata dalla scritta in oro a sfondo bianco Motta.

Angelo Motta muore d’infarto il 26 dicembre 1957 nella sua abitazione di fronte allo stabilimento milanese, in viale Corsica.