Lombardi e Macchi


Nel 1823 una piccola fabbrica di dolci viene impiantata a Milano nell’antica strada dei Due Muri da parte di Giustino Bouthou per poi ingrandirsi, trasferirsi nella casa della contrada Passarella 492 e nel 1843 diventare di proprietà di due dipendenti: Giacomo Macchi e Giovanni Lombardi.

Nel 1864 Macchi, uomo di azione e larghe vedute, trasferisce il riparto della cioccolata a Gorla, nella vecchia Cascina Quadri e, col crescere dell’attività, nel 1902 viene costruito, sotto la guida del prof. ing. Pinciroli, un grande stabilimento a Greco, in via Palestrina, e nel 1922-1930 in via Farini 52.

Sul lato che s’affaccia sul Naviglio erano ancora visibili fino a poco tempo fa i segni della grande ruota. “Oh voi, che sdegnando le torbide acque di Diana, riservato ai salti di testa ed alla esposizione più o meno plastica dei torsi, dei bicipiti e delle pance abbondanti o scarse della nobiltà e della grassa borghesia milanese, cercavate in quelle assai più pure della Martesana, fra Gorla e Crescenzago, un ristoro alla caldura estiva, la ricordate la gran ruota che a poca distanza dal ponte dava vita ad uno stabilimento dal quale emanava quel grato profumo di cioccolata che raddoppiava il vostro appetito?"

Nel 1917, purtroppo, a seguito delle limitazioni imposte durante la Grande guerra da un decreto che vieta la vendita di dolciumi, lo stabilimento viene ridotto ai pochi operai dei reparti di cioccolato e frutta.

Nel 1921 il Commissario generale degli approvvigionamenti e consumi ripristina la libera fabbricazione dei dolciumi e così lo stabilimento riprende il lavoro in tutti i suoi reparti.Il cioccolato viene lavorato nelle “conche”, grossi recipienti rotondi e poco profondi, dove per ore e ore s’impasta e stira la massa di cioccolata (una mistura di burro di cacao e polvere di cacao e zucchero) per farle prendere aria ed ossidarsi in modo da esaltare sapore e profumo. Il cacao viene torrefatto in tostini a sfera, riscaldati a fuoco diretto, e azionati da una manovella.

La produzione del cioccolato in Italia è riservata ai droghieri che lo mettono in commercio sotto forma di tavolette da cuocere ed ai “liquoristi” che lo preparano per servirlo già pronto, in tazza. Torino e Milano, sono le due città italiane che si dedicano maggiormente alla produzione del cioccolato.