Il mercato del Verziere


Il mercato delle verdure nella Milano medievale si concentra nell’attuale area compresa tra piazza Fontana ai piedi dell’Arcivescovado e piazza Santo Stefano. Questo fino al 1776, quando, per motivi di decoro, Karl Joseph von Firmian, ministro plenipotenziario e governatore generale della Lombardia austriaca, decide di far spostare il Verziere nella vicina piazza Santo Stefano, per permettere al l’Arcivescovado maggior lustro e sobrietà. Va precisato che già nel XIII secolo piazza Santo Stefano ospita bancarelle di generi alimentari e quindi tale spostamento costituisce in realtà un “ritorno”.

Nella seconda metà dell’Ottocento, il Verziere si allarga, occupando il suolo della larga strada che porta all’antica Porta Tosa (odierno incrocio di via Francesco Sforza e via Cesare Battisti) e alla colonna del Redentore sino all’attuale Largo Augusto. Strada che ancora oggi riporta il nome di Verziere, però senza l’indicazione “via” o altro.Qui si svolge per lungo tempo il mercato giornaliero sino a renderlo uno dei luoghi più popolari e folkloristici di Milano.

Questo sino a quando nel 1911, per esigenze di logistica, viene realizzato il nuovo e più grande Mercato ortofrutticolo, l’Ortomercato di Porta Vittoria. La grande area occupata dal vecchio Fortino Austriaco voluto da Radetzky al suo ritorno a Milano nel 1848 e ormai in abbandono da anni, viene scelta per erigere il nuovo Mercato Ortofrutticolo di Milano. In quest’area prende forma uno dei primi grandi, moderni mercati all’ingrosso d’Italia che apre alle 4 del mattino dell’11 di aprile del 1911, su progetto architettonico (1908) dell’architetto Alberto Migliorini. Si tratta di un’area recintata da una cancellata, dotata di pochi accessi, dove all’interno vengono creati vari padiglioni distribuiti a fasce circolari attorno al nucleo centrale. Secondo il progetto i padiglioni devono essere distribuiti in cerchio su ogni lato, ma ne vengono realizzati solo in parte, lasciando incompleta la sezione meridionale, che rimane utilizzata come piazzale di sosta fino alla demolizione del complesso. Perciò la palazzina centrale del caffè, oggi la famosa Palazzina Liberty, unica superstite del complesso, diventa l’ultimo padiglione nella parte meridionale anziché “centrale” come da progetto. L’area ha solo 4 ingressi posti agli angoli del quadrilatero, aperti tutti i giorni, compresa la domenica, tranne il lunedì, unico giorno di chiusura. Le aperture così limitate servono per controllare più facilmente l’ordine pubblico e la merce (altre aperture minori e per i mezzi si trovano lungo via Cadore).

Il mercato è raccordato alle ferrovie dalla vicina stazione annonaria di Porta Vittoria. L’attività è animata da ortolani generici o specializzati, come quelli in sole patate, castagne o frutta che vengono da località allora molto rinomate: le ciliegie di Abbiategrasso, le verze e il sedano di Casalpusterlengo, i fichi della Brianza, i fagioli di Vigevano, ecc. Circa un migliaio di facchini animano le corsie del Verziere  sono tutti in divisa: vestaglia a strisce verticali bianche e azzurre. Per tutti una vita decisamente faticosa, che richiede viaggi di notte, anche di 40 km in bicicletta, per arrivare al Nuovo Verziere e poi tutto il giorno a scaricare o caricare la merce, con una breve sosta a mezza mattina per rifocillarsi al bar centrale, la Palazzina Liberty appunto: trippa, cassoeula, nervetti con le cipolle e via di nuovo al lavoro.

Dopo la II Guerra Mondiale alcuni padiglioni vengono sostituiti con strutture in cemento, compresa la costruzione di una piccola palazzina dove si trova la piazzetta nell’area centrale a nord del complesso.

Al contempo, la città del boom del dopoguerra necessita di nuovi spazi e nuove esigenze. Il vecchio mercato del 1911 risulta troppo centrale ormai, piccolo e poco efficiente. Così si decide il suo trasferimento in una zona più comoda e grande, oltre la zona di Calvairate, dove oggi sorge appunto l’Ortomercato.Dal luglio del 1965 il Nuovo Verziere viene definitivamente trasferito nell’attuale complesso, modernamente attrezzato che sorge in via Lombroso, in stretto collegamento con altre infrastrutture del commercio alimentare.

Quando viene deciso il trasferimento del complesso dei Mercati Generali, il comune decreta la costruzione di un parco pubblico al suo posto (successivamente intitolato Parco Vittorio Formentano) e di dedicare la nuova piazza a tutti i caduti della marina, così sorge Largo Marinai d’Italia (pare infatti che Milano sia la città che più ” ha dato” alla marina). Al suo interno viene realizzato, nel 1967, il monumento dedicato proprio ai Marinai d’Italia. Un’Onda della Vittoria realizzata dallo scultore Francesco Somaini su progetto architettonico di Luigi Caccia Dominioni che ne realizza la fontana.