Borletti


La famiglia Borletti è un'importante famiglia di imprenditori italiani, proprietaria nel tempo del Linificio e Canapificio nazionale, della Fratelli Borletti, della Rinascente, de Il Secolo, della Standa, di Christofle, di Printemps, di Grandi Stazioni.

Romualdo Borletti, nato nel 1847, comincia col fondare, riunendo diverse società, il "Linificio e canapificio nazionale" nel 1875, creando così una delle prime e maggiori società tessili d'Italia e d'Europa.

Nel 1876 nasce grazie a lui la "Borletti e Pezzi", prima fabbrica italiana d'orologeria che comincia il suo decisivo incremento di produzione quando, sotto la guida di un direttore svizzero, introduce la fabbricazione di orologi da tasca e dei "sistemi Roskopf". Contemporaneamente alla sua attività politica nel polo liberale, Romualdo Borletti si dedica nel 1868 alla creazione del maglificio "Bellavita" che diviene, tra le due guerre, il più importante maglificio italiano. Degli undici figli, quattro - Senatore, Ferdinando, Antonia e Romualdo – sono protagonisti di storie e matrimoni che porteranno a sviluppi importanti nella storia imprenditoriale ed economica italiana.

Senatore Borletti, nato nel 1880, è un imprenditore di successo e titolare della Fratelli Borletti, azienda di sveglie fondata dal padre nel 1896 (alla nascita si chiama "Industrie Femminili Lombarde" proprio perché occupa donne e operaie specializzate) e all'arrivo della prima Guerra Mondiale si converte alla produzione di spolette per proiettili. Nel 1917 decide di reinvestire nella grande distribuzione organizzata, ricalcando l'esempio delle Gallerie Lafayette di Parigi; compra da Fernando Bocconi i Grandi Magazzini Bocconi, ribattezzandoli “La Rinascente” seguendo il consiglio che l'amico Gabriele d'Annunzio gli dà in una lettera dal fronte, inaugurandoli nel dicembre 1918. La notte di Natale il magazzino deve tenere aperto fino alle 22 per soddisfare le richieste della clientela. Ma proprio quella notte La Rinascente viene distrutta da un incendio. Senatore Borletti promette di ricostruirla a tempo record e il 23 marzo 1921 "la Rinascente" riapre. Senatore diviene anche senatore del Regno e inizia l'avventura del giornale "Il Secolo", il quotidiano da lui comprato a metà degli anni venti e affidato in gestione a uno sconosciuto tipografo di Verona, Arnoldo Mondadori, affiancato in seguito da un umanista (espulso perché antifascista) imprenditore milanese, ex direttore del Touring Club Italiano: Luigi Rusca. Nel 1927 i Borletti sono insieme alla famiglia Pirelli tra i fondatori dell'IFI, storica holding della famiglia Agnelli.

Ferdinando, fratello di Senatore senior e capo della società di commercio di lini fondata dal padre, sposa Virginia Monzino e con i due cognati Italo e Franco, ex dirigenti della "Rinascente", fonda nel 1936 la "Standa" che sarà per anni la principale rivale della "Rinascente".Antonia si sposò con Umberto Brustio, Cavaliere del Lavoro e direttore generale della Rinascente: sarà il vero artefice operativo della rinascita dell'impresa. 

Romualdo, detto Aldo, uomo molto attivo, trasforma la Fratelli Borletti in una vera società industriale, assumendo operai scelti, abbandonando la produzione degli orologi da tasca per specializzarsi in quella delle sveglie e risollevando l'impresa dai periodi di crisi in cui cè caduta. Gestisce inoltre il Linificio e Canapificio e in generale gli affari di famiglia, sposa la nobile Maria Vimercati (sorella della moglie di Giò Ponti), ed entra in contatto con il conte Alfonso Sanseverino Vimercati, lontano parente delle due sorelle, fondatore e primo presidente della Banca Commerciale Italiana.

Antonia si sposa con Umberto Brustio, Cavaliere del Lavoro e direttore generale della Rinascente: sarà il vero artefice operativo della rinascita dell'impresa.

Al termine della seconda guerra mondiale, sono due cugini Borletti a riprendere in mano le sorti della famiglia in cui i nomi di battesimo sono spesso ripetitivi: Romualdo, nato dal matrimonio tra Senatore senior e Anna dell'Acqua, e Senatore junior, figlio di Romualdo e Maria Vimercati. Micio, così è soprannominato Romualdo, dopo essersi laureato all'Università Bocconi, sostituisce il padre al comando della "Rinascente", quasi completamente distrutta dalla guerra, la ricostruisce e le fa vivere il suo periodo più roseo e di più alto rendimento. Nel 1939, subito dopo la morte del padre, entra nel consiglio d'amministrazione dell'azienda e ne viene nominato vicepresidente. Nel decennio tra il 1957 e il 1967 "la Rinascente" raggiunge traguardi insperati e comincia ad aprirsi a nuovi mercati mondiali e l'evoluzione merceologica degli assortimenti viene estesa a settori sempre più vasti. Nuove sedi nascono contemporaneamente nel paese. Il 1962 è l'anno in cui la Rinascente raggiunge i 100 miliardi di lire di vendita e nel 1963-'64 arrivano il Premio Oscar per la migliore relazione di bilancio e la consegna del Compasso d’Oro da parte del presidente Borletti alla Regina di Danimarca. Nel 1967 termina, con una tragica morte, la carriera dell'imprenditore. Senatore jr. a sua volta si dedica pienamente alla fabbrica "Fratelli Borletti" e, alla produzione di cruscotti e strumenti di misura per auto, nel 1936 aggiunge la fabbricazione di macchine da cucire, creando così la nuova azienda "Borletti Punti Perfetti". Sempre nel '36 e sempre per sua iniziativa, la "Fratelli Borletti" diventa sub-fornitrice e in seguito anche consociata della Fiat entrando così a far parte del grande mercato dell'industria dell'auto e nel 1945, sempre grazie a Senatore jr, viene ricostituito ufficialmente il sindacato degli industriali metalmeccanici. Sposando Nella Cosulich, proveniente da una famiglia di armatori, Senatore jr riceve in dote un consistente pacchetto delle Generali diventandone consigliere d'amministrazione e vicepresidente. Sarà poi consigliere anche della Franco Tosi, della Magneti Marelli, della British Petroleum italiana e della Lancia.

Dopo la scomparsa di Romualdo jr e Senatore jr, nel 1950 passa a gestire la "Fratelli Borletti" il fratello più piccolo di Senatore jr: Ferdinando, divenendone nel '58 consigliere delegato, dai '73 all'86 presidente effettivo e in seguito presidente onorario. La società arriva con lui ad occupare una posizione rilevante nel mercato mondiale della strumentazione automobilistica proprio quando prende avvio l'innovazione elettronica che comincia con l'ingresso della microelettronica: gli strumenti – condizionatori, tachigrafi, strumenti di misura, orologi, prodotti per la difesa – si arricchiscono in tutte le loro funzioni e sono orientati all'ottimizzazione del comfort dell'abitacolo. Sempre durante la sua guida alla "Fratelli Borletti", Ferdinando nel 1984 è nominato Cavaliere del Lavoro e figura nei consigli d'amministrazione della Fiat, della Magneti Marelli, del Banco Lariano, nell'83 diventa presidente del "Sole 24 Ore" in grave perdita e, nell'arco di tre anni, lo porta ad essere la più importante voce attiva del bilancio di Confindustria.